mi trovo, come in un sogno, a calcare le orme di persone passate, di momenti già vissuti che io scopro soltanto adesso.
La nostalgia, la tristezza, prima per un mese, poi sarà per quasi un anno, io, lontano dalla mia realtà, immersa in quella di altri.
Non è certo questo il problema.
Il problema è che lascio una realtà in cui, forse, per la prima volta, ero riuscito ad ingranare la marcia giusta; niente attriti, tutto liscio come l'olio.
Alcune volte sembra proprio che non siamo noi a scegliere il nostro passo; gli eventi si susseguono rapidi, e te non puoi far altro che forzarti a seguirli.
Mi ritrovo così con uno zaino in spalla catapultato verso una stazione di solo andata.
Vedo un fazzoletto bianco che sventola, come in un vecchio film in bianco e nero.
Continua a sventolare. Fra un anno sarò di nuovo da te.
N.
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8 commenti:
Dio, se ti capisco.
Mal comune mezzo gaudio, si dice...
E' bello quello che hai scritto. Spero che il tuo ritorno sia ancora migliore della partenza.
il ritorno è sempre più bello della partenza...
Lo spero, perchè l'avverbio "sempre" quando si fuoriesce dai racconti o dai colloqui tra personaggi, lo uso con grande parsimonia. Forse perchè non voglio che le aspettative mi deludano sul lungo andare. Mantengo le promesse, ma non prometto quello che non posso mantenere da qui a chissà quando. Per me è onestà, perchè non se ne ha la certezza fino in fondo. Per quello te l'ho augurato, perchè ho parlato con alcune persone che sostengono il contrario...ma forse hanno mentito a me e a loro.
Ne sono sicurissimo.
Si ritorna ricchi, si ritorna migliori.
...e sopratutto si ritorna da chi c'aspetta...da chi abbiamo scoperto essere una pepita d'oro in mezzo ad un mucchio di pietre dozzinali.
E di questo ne sono felice.
Lacio drom.
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