lunedì 26 luglio 2010

Roland

Eccola lì davanti a te.
In ginocchio, proprio come l'avresti voluta moltissime altre volte.
O come ti saresti voluto mettere te. Prostrato. Solo per lei.
Ed invece è proprio lei che si sta prostrando, implorando.
E te sorridi.
Ridi.
Urli dalla felicità.
Non dimenticherai mai la sua espressione, il suo cambiamento, nel momento in cui estraesti la tua revolver, e con lucida follia la puntasti alla fronte del suo fidanzato.
Bang.
Una nuvola di vaporizzata sostanza grigia rinfrescò l'attonito gruppo di amici alle sue spalle.
Tutto secondo i miei piani.
Lentamente l'arma che si sposta su di lei, il suo falso sorriso che mostra lo schifo che tiene dietro, muta in una smorfia di orribile disperazione.
Hai capito bene la tua vita sta per finire, puttana.
Il bruciore nei tuoi occhi per un secondo non ti mostrano più la tua preda, la sua silhouette di vacca, i suoi occhi supplicanti.
Puoi sempre rinunciare, gettare l'arma.
No.
No.
No.
I suoi sfinteri che cedono, le lacrime che le rovinano il trucco, le sue grida, il suo pianto, le sue promesse, niente che ti fermi, tutto ciò che hai costruito nella tua vita, la tua personalità, il giudizio degli altri nei tuoi confronti, le tue aspettative, le tue speranze finiscono lì, in una piccola pressione delle dita.
E' proprio ingiusto il mondo; tanta energia per creare e una piccola frazione per distruggere.
Bang.
N.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

roland???la torre nera di stephen king????

N ha detto...

Proprio lui.