Ognuno di noi possiede un rapporto privilegiato con questa strana arte che è la musica; strana perchè non riesco a capacitarmi perchè la natura (forse una spiegazione scientifica c'è già!!!) abbia favorito lo sviluppo di questa capacità dell'uomo...avevamo già la parola (da affinare ma geneticamente la possedavamo) la musica non sarebbe servita...o forse semplicemente la natura, al contrario di noi, ha compreso l'incomunicabilità intrinseca all'uomo ed ha voluto dotarci di tutti gli strumenti possibili per poter far fronte a tale deficit...quanto è stata generosa...ce la meritiamo tutta questa generosità?
Comunque, la musica che più mi rappresenta è e con la quale istauro um mio rapporto privilegiato è senza dubbio il progressive metal: so bene che esiste anche il progressive rock e molte persone "fissate" con tale genere mi diranno che il vero progressive è stato fatto dai Pink Floyd, gli Iron Butterfly e bla bla...non c'è dubbio che siano stati fra gli iniziatori ed un genere affinchè decolli ha bisogno di fondatori...però questi gruppi si limitano a mio avviso a far Rock. Naturalmente canzoni come "Shine on your crazy diamond" dei Pink Floyd rimangono dei capolavori perchè a mio avviso spaziano, allontanandosi dal Rock.
Esistono dei gruppi nell'ambito del progressive metal che riescono a creare della musica (che non dico riesca a far confluire in essa tutti i generi, anche perchè al giorno d'oggi ogni canzone, dal pop più commerciale alla canzone più ricercata, è una fusione di generi) che a mio parere rispecchia con più verosomiglianza quello che è l'animo umano (ahimè per quanto sia possibile naturalmente)
Personalmente io sono innamorato degli Ayreon; chi è dell'ambiente li conoscerà sicuramente, altrimenti per i profani cercherò di descrivere questo progetto in poche parole.
L'unico personaggio fisso del gruppo è il chitarrista-bassista-tastierista-compositore-scrittore-cantante-batterista (alcune volte) (la stessa persona fa tutte queste cose) maestro Arjen Anthony Lucassen; ogni Cd l'artista chiama i cantanti più influenti e dotati (anche più sconosciuti) del metal e dintorni. Ed è giusto perchè al punto in cui è la musica oggi un cantante non basta più, ma ce ne vogliono 10, perchè quest'arte si è a tal punto perfezionata, e resa complessa che un uomo o una donna e basta non bastano più: 10 sì invece.
Ayreon oltre ad essere una band come già accennato, è prevelentemente un progetto, una storia: la storia di una umanità troppo presa dalla sua corsa al progresso che non si accorge, come il coyote in Willie il Coyote, di correre sul niente. Ayreon nacque con Actual Fantasy, un cd di poco successo, nel quale Arjen iniziò a sperimentare quel genere che poi lo avrebbe portato al successo; questo arrivò con The final Experiment uno dei suoi più grandi Masterplan, lavoro nel quale iniziava quella saga che si sarebbe conclusa nel 2008 con 0010001110.
Nell'arco di questi anni ha avuto la possibilità di spaziare dal metal più puro, e se vogliamo identificarlo con la condizione umana, dalla rabbia e la durezza più pura, alla riflessione ed al sentimento descrivendo il viaggio di un comatoso nel suo io alla ricerca della propria verità, che poi è quella che cerchiamo tutti noi, guidato dagli avatar delle proprie passione quali la rabbia, l'amore, il dolore ecc.
Non so come abbia fatto ma la canzone di chiusura sembra proprio trasmetterti le sensazioni che una persona prova nel momento in cui si risveglia dal coma (o meglio le sensazioni che l'artista crede di provare se dovesse affrontare un tale risveglio).
Quindi forse quello che mi attira dell'artista è la sua capacità di comunicare, di toccare tasti che nessun altra musica aveva mai toccato; non mi piacque subito devo ammetterlo, ma in seguito a molti ascolti entrai nella logica di tale processo di comunicazione e iniziai ad apprezzarlo fino ad innamorarmene.
Altri artisti ai quali sono legato sono i Threshold: anche loro, attraverso il loro progressive contaminato dal Thrash riescono a creare delle canzoni che, oltre ad essere dotate di un testo elaborato e di riflessione, sono a mio avviso orecchiabili anche a chi non piace questo genere di musica (intendo il metal). Basta solo vedere le copertine dei Cd per capire che non sono affatto un gruppo, come dire "semplice".
Infine come non citare un capolavoro del genere: "Christo 0" dei Vanden Plas.
Prendendo spunto dalla pietra miliare della narrazione "Il conte di Montecristo" questi francesi hanno creato un personaggio diviso tra vendetta, rabbia ed amore (che dite un uomo o una donna traditi non provano queste sensazioni) ed i ritmi intermezzati da brani dolci, rilassati, sognati ti permettono di stare un pò con te stesso, di riflettere.
Il riarrangiamento finale di "Gethsemane" (tratto dall'altro grande capolavoro del rock-musical Jesus Christ Superstar") lascia a bocca aperta: ascoltare per credere!!!
Come non ricordare inoltre la strabiliante opera dei Dream Theater: Six degrees of inner turbolence che come dice il titolo dell'album stesso analizza in profondità la "turbolenza interna", cioè quella magia-follia che è in ognuno di noi, attraverso l'uso di un progressive che secondo il mio punto di vista raggiunge una delle vette più alte in questa opera.
Altro album fondamentale nell'ambito dell'analisi introspettiva è senza dubbio Scenes from a memory: part 2, nel quale i maestri Dream raccontano la vicenda di un uomo che tormentato dagli incubi, si rivolge ad uno psicoterapeuta che esercita l'ipnosi regressiva; da essa egli scopre di essere la reincarnazione di una donna uccisa molti anni prima dal marito, giocatore d'azzardo e bevitore, nel momento in cui la scopre con l'amante: si alternano così nei brani i momenti di riflessione del protagonista a quelli della donna in un ritmo continuamente in divenire che raggiunge il suo apice nella canzone "the spirit carries on" nella quale l'uomo realizza che la morte non è altro che un passo per una nuova vita: un nuovo inizio e non una ultima fine.
Spostandosi in Italia come non citare i Secret Sphere tanto sconosciuti ai più quanto bravi per l'amante del genere: con il loro album più riuscito "A time never come" creano dell'atmosfere oniriche talemente emozionanti da farti sembrare veramente in un tempo mai esistito: i testi completano l'opera già ben riuscita: a mio parere, strepitosa la chiusura, effettuata con la canzone Faust (sì proprio quello di Goethe) nella quale lo scienziato dopo essersi reso conto di aver venduto l'anima al diavolo ed aver compiuto ogni sorta di efferattezza per raggiungere la tanta ambita felicità, osserva il cielo e per un istante si sente nuovamente padrone della sua anima, della sua vita; l'accoppiata col pianoforte rende questo momento commovente e per qualche secondo ci rende tutti un pò Faust...perchè forse in fondo tutti vendiamo l'anima al diavolo pur di essere felici...
Questi sono, come dire, i miei mentòri, le mie muse a livello di ricerca personale...nel senso che riescono a mettermi davanti a quello che sono io, a quello che veramente provo...sì perchè possiedo anche altri mentòri musicali ma a loro dedicherò un post a sè e capirete anche perchè...
Per ora è tutto.
Alla prossima!!!
3tigrivs3tigri
