Chi avrebbe mai immaginato che un fumetto di fantascienza potesse farmi riflettere eppure l'ha fatto...e per questo motivo voglio riportare un monologo che ho scoperto su Nathan Never mentre leggevo un numero di qualche anno fa.
Per chi non lo conosce questo mensile è ambientato in un futuro post-catastrofico nel quale la tecnologia ha fatto passi da gigante, ma con essa anche la sofferenza dell'uomo sempre più solo di fronte ad un mondo nel quale chi è più forte vince sempre ed il buono di turno finisce per vedere sfumare sotto i propri occhi le aspettative e le speranze attraverso le quali aveva deciso di difendere i più deboli così da poter contribuire ad un mondo un pò migliore.
Sicuramente quanto riporterò farebbe più effetto se fossero correlato anche dai disegni, però come si suol dire, bisogna accontentarsi...
Quanto trascritto rappresenta il monologo di uno psicopatico, che da giovane era stato rinchiuso in una sorta di modernissimo manicomio, al fine di spiegare e curare la sua passione nell'impiccare i gatti e sezionarli la pancia e che negli anni in cui si svolge la storia è diventato, alla luce del sole, cuoco in un ristorante giapponese mentre durante la sua vita privata grazie all'aiuto di sofisticatissimi chip collegati a macchine capaci di trasmettere ad i suoi sensi il dolore provocato dall'ingestione di precise miscele chimiche mortali alle sue vittime, cerca di dare un senso all'animo umano, alla sua irrazionalità.
"...ecco la vita non è precisa, non è matematica...la cucina invece sì..nello yakitori il pollo va tagliato a dadini di 2,5 cm di lato. Per preparare il dashimakitamago occorre far bollire 1 dl di aceto di riso, 1 dl di acqua e 0,3 dl di vino dolce di riso...e via dicendo.
Tutto è ordinato e gestibile, quantificabile...pesi e misure...l'arte di cucinare gioca su quel campo quadrato o rettangolare che è il piano di lavoro della cucina...è uno spazio geometrico...ci sono regole precise. E quando usi un coltello affetti in orizzontale, in verticale...c'è sempre una direzione...un senso, ecco sì... quando cucini tu dai un senso alle cose...e la vita non è così, è un'esplosione di irrazionalità, di disordine...non si riesce a misurare... quanti grammi di dolore ci sono in un uomo? quanti cm di ansia?quanti litri di paura? perchè non c'è risposta a queste domande? Quando io da piccolo aprivo la pancia degli animali per vedere le viscere pulsanti, lo facevo per analizzare, per capire se c'era almeno un ordine interno...e c'era!
Quegli organi non erano disposti a caso, ma c'era un ordine sublime in quella disposizione: ma se gli uomini sono così perfetti nel loro disegno interno, se sono costruiti in maniera così mirabile, allora da dove nasce tutto il disordine e l'irrazionalità che portano con sè? Gli uomini sono atomi impazziti che schizzano ed esplodono in mille direzioni diverse, non sanno agire secondo schemi ordinati, non sanno muoversi dentro il rettangolo di un piano di lavoro di una cucina..gli uomini sono capaci di sentimenti ed i sentimenti sono confusi, disordinati, imprevedibili.
Voi non avete capito il senso di quel che ho fatto.
Vagabondi, prostitute, senzatetto...io offrivo loro un pasto caldo e li vedevo sorridere, li rendevo felici per qualche minuto... e poi gli ascoltavo sapete? li ascoltavo e sentivo tutta la loro fatica di vivere e questo mi rattristava..perchè da tanta biologica perfezione interna poteva nascere tanto dolore?
Io volevo solo vedere dentro di loro per capire perchè fossero così ma non bastava una radiografia...no..il mistero degli uomini doveva essere nascosto più in profondità tra le viscere ed i capillari...non era ucciderli che mi interessava...quando io li facevo mangiare li facevo ingerire contemporaneamente anche un chip, usato in medicina come sonda, e qualche goccia di un composto vegetale, ottenuto dagli estratti di alcune piante...mescolati in precise dosi essi creano un cocktail dal devastante effetto corrosivo sugli organi interni...poi loro se ne andavano ma ormai in un certo senso mi appartenevano...tramite una centralina periferica a impulsi sensoriali io ricevevo tutte le sensazioni che il chip diagnostico registrava mentre il veleno faceva effetto e gli organi interni di quei poveretti si spappolavano..io vedevo...anzi di più..io sentivo, nella mia testa lungo il mio corpo la loro vita che diventava la loro morte ed io mi facevo carico di quelle urla disperate, credendo, sperando di trovare in quel punto di passaggio il segreto del loro essere uomini...il motivo di un fardello così pesante di infelicità e disordine annidato, nascosto dentro un corpo così perfettamente disegnato..."
Da L'anima della città n°117
Lo dedico alla Daniela: è un regalo che le faccio dopo aver letto il suo ultimo post...secondo me sono sicuro che lei può capirne il senso come l'ho capito io e forse questa cosa la tirerà un pò su...almeno spero...nonostante però sia lei la precisa destinataria di questo monologo lo dedico a tutti coloro che almeno una volta nella vita si sono chiesti il perchè si soffra...quindi, immagino tutti coloro che lo leggeranno...
domenica 22 giugno 2008
venerdì 13 giugno 2008
Biochimica
So bene che molti di voi hanno la testa completamente dedicata al superamento dell'esame di istologia però, in ogni modo mi piaceva dare una aiuto riguardo a questo esame avendolo già affrontato.
Non preoccupatevi!!! Non è difficile.
Certo la modalità con cui è strutturato e la domande poste richiedono una conoscenza specifica della materia, ma non vi sono richieste "impossibili".
Un mio consiglio: studiatevi molto bene le formule di struttura degli amminoacidi, degli zuccheri e dei nucleotidi e soprattutto evidenziate bene le differenze tra procarioti ed eucarioti.
Per qualunque cosa comunque potete domandare attraverso i commenti.
Ciao Ciao
3tigrivs3tigri
Non preoccupatevi!!! Non è difficile.
Certo la modalità con cui è strutturato e la domande poste richiedono una conoscenza specifica della materia, ma non vi sono richieste "impossibili".
Un mio consiglio: studiatevi molto bene le formule di struttura degli amminoacidi, degli zuccheri e dei nucleotidi e soprattutto evidenziate bene le differenze tra procarioti ed eucarioti.
Per qualunque cosa comunque potete domandare attraverso i commenti.
Ciao Ciao
3tigrivs3tigri
lunedì 2 giugno 2008
Stream of passion
Da poco è finito il programma in onda su Rai Due: The X Factor... commenti a parte mi ha fatto riflettere proprio sul significato di questo famigerato fattore X... sì perchè nel mondo dello spettacolo esiste...ma dire che sia quel qualcosa che ti rende migliore rispetto ad un altro mi sembra troppo banale...è qualcosa di più...
Io ho avuto la fortuna di poter frequentare una scuola di perfezionamento al musical ed ho quindi potuto vedere ragazzi con talento...ma soprattutto con passione...non so spiegarlo, ma quando sono con loro percepisco un'atmosfera, una voglia di fare che non ho mai percepito da nessun'altra parte...loro lottano, sognano, piangono, ridono senza esserne intimoriti...e la cosa più importante è che sognano...e ricollegandomi alla facoltà di medicina io sono veramente deluso da questo sistema universitario che non ti permette di sognare, di affrontare questo percorso con passione, con curiosità, ma ti costringe a farlo con timore, preoccupazione, affanno...te non studi per imparare, ma per sopravvivere... e non venitemi a dire che queste cose sono un male necessario perchè è una cazzata!!! E' venuto il momento di aprire gli occhi su una società che non stimola più, che ti fa correre non perchè tu lo vuoi veramente fare, ma perchè altrimenti colui che ti è dietro ti travolge...si può sudare anche con il sorriso sulle labbra...ed è questo quello che dovrebbero insegnarci... forse è proprio per questo che alcuni ottengono la fama...e si realizzano...perchè sanno sudare col sorriso sulle labbra...
3tigrivs3tigri
Io ho avuto la fortuna di poter frequentare una scuola di perfezionamento al musical ed ho quindi potuto vedere ragazzi con talento...ma soprattutto con passione...non so spiegarlo, ma quando sono con loro percepisco un'atmosfera, una voglia di fare che non ho mai percepito da nessun'altra parte...loro lottano, sognano, piangono, ridono senza esserne intimoriti...e la cosa più importante è che sognano...e ricollegandomi alla facoltà di medicina io sono veramente deluso da questo sistema universitario che non ti permette di sognare, di affrontare questo percorso con passione, con curiosità, ma ti costringe a farlo con timore, preoccupazione, affanno...te non studi per imparare, ma per sopravvivere... e non venitemi a dire che queste cose sono un male necessario perchè è una cazzata!!! E' venuto il momento di aprire gli occhi su una società che non stimola più, che ti fa correre non perchè tu lo vuoi veramente fare, ma perchè altrimenti colui che ti è dietro ti travolge...si può sudare anche con il sorriso sulle labbra...ed è questo quello che dovrebbero insegnarci... forse è proprio per questo che alcuni ottengono la fama...e si realizzano...perchè sanno sudare col sorriso sulle labbra...
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