martedì 29 luglio 2008

Pubblica assistenza: finalmente milite, finalmente il primo servizio!!!

Sì forse ho tralasciato qualche particolare... tipo che negli ultimi 2 mesi, oltre al famigerato esame di Istologia ed al meno famigerato esame di Biochimica, ho affrontato il percorso per diventare soccorritore base della Pubblica Assistenza...bhè oltre ad avvicinarmi a quel mondo del quale un giorno spero di entrare a far parte, ho capito come con così poco, quali delle semplici azioni che chiunque può apprendere, si può far tanto, addirittura salvare delle persone...ed è questo il bello della medicina: salvare e far sorridere di nuovo...
Io mi ricordo quando mio nonno si sentì male e poi morì...io ero piccolo e non capivo bene quel che succedesse però quando i ragazzi del pronto soccorso arrivarono a casa dei miei nonni e li vidi salire con quelle tute fosforescenti pensai che fossero degli angeli...o meglio non so descrivere la sensazione che provai nel momento in cui li vidii ma ripensandoci ora mi rendo conto di poterla paragonare a questa...e quindi è bello poter assolvere a questa funzione...di angeli pronti ad intervenire nel momento in cui accade una disgrazia...
Vabbè ma non divaghiamo troppo!!!
Insomma la settimana scorsa (martedì sera per la precisione, il giorno prima dell'esame di istologia!!!) ho affrontato l'esame per diventare milite base e l'ho passato, con mia grande sorpresa, col massimo della votazione ed il minimo di tirocinio da fare per diventare milite a tutti gli effetti!!!
Oggi ho effettuato il mio primo servizio: due ricoveri di cui uno con la sirena accesa anche se semplicemente per precauzione presumo...due soli servizi e tante cose da raccontare...prima di tutto l'incapacità di poter affrontare la sofferenza altrui...l'incapacità di poter trovare parole per confortare, far sorridere...o forse per quest'ultimo un metodo c'è: sorridere a nostra volta, secondo il modo con cui venivano ricevuti i pazienti nel pronto soccorso: freddezza, routine, semplicità, distacco...capisco che sia un ambiente difficile e che uno, dopo aver praticato per tanto tempo questo lavoro lo trasformi in un qualsiasi altro lavoro...ma mio parere questo lavoro non è come gli altri lavori...non fraintendetemi...non è superiore...è solo diverso...talmente diverso da non ammettere routine...da non ammettere quotidianeità, ma solo eccezioni...da non ammettere seconde volte, ma un'eterna prima entusiasmante volta...forse un pò idilliaca come visione, ma senza utopia cos'è la vita dell'uomo, e dell'uomo medico-infermiere-volontario???
Aiutare è un'arte e come tutte le arti è necessario lasciarsi trasportare dalla propria passione, ponendo naturalmente dei picchetti (la propria preparazione medico-sanitaria),picchetti che possano canalizzare tale fiume permettendoci così di sfruttarne la potenza, l'irruenza.
Come già detto è una visione un pò poetica però mi piace vedere il mondo così, nascondendo un pò gli aspetti negativi ed esaltando quelli positivi.
Dopotutto è anche questo essere medico: essere ottimisti ed essere convinti di poter sconfiggere qualsiasi malattia rendendo chiunque abbia bisogno di nuovo felice.
Un caloroso saluto
3tigrivs3tigri

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