martedì 3 novembre 2009

Raggiungere la meta

Chi sei?
E' questa la prima domanda che pongo a quella figura a sedere davanti a me su una radice che fuoriesce dal terreno inquinato.
Chi sei è la risposta che ricevo.
Ecco una cosa che fino a questo momento non mi ero mai posto direttamente.
Sono rinato da un oceano sconfinato, tanto profondo e tanto buio da non poter neanche cercare di immaginarne il fondale, rinato in una realtà eterea, non collocabile nel tempo e nello spazio, disperso nel mio me e non mi sono chiesto cosa mai potessi essere io...
Arriva come una bastonata la sua presenza; ma che cazzo significa? Non la conosco neanche e già mi spezza il fiato alla stessa maniera della vista delle stronze dell mie ex, se così si possono definire (me le immagino di già quelle ragazzette senza cervello: ex di lui, ma stai scherzando??? non gliel'ho neanche data... e poi lo vedi è uno sfigato sembra un vecchio di 40 anni: è ingenuo non sa cosa vuol dire stare insieme ad una persona, non sa amare, io invece sono stata con un ragazzo per un sacco di tempo, io l'amo anche se mi ha lasciata e me l'ha stroncato in culo con il sale grosso). "Sembra che in lei esista qualcosa che in altre non ho mai trovato", che bella frase, un pò troppo condita devo dire la verità, che l'abbia arricchita col sale grosso di cui parlavo prima? può darsi, del resto di sale grosso e stroncamenti vari me ne intendo anche io (in senso lato sia chiaro non vorrei deludere le spasimanti femminili...ah ma non c'è di questi problemi...vabbè al massimo deluderò i gay, ma mi sento di poter correre questo rischio)
C'è chi parla di sovrastrutture da usare quando parli in pubblico...in questo caso allora sarò stato politicamente scorretto a non usare il termine appositamente coniato per nascondere l'ipocrisia dietro un velo di buonismo e equità sociale: "omosessuale"... sarà ma mi sono rotto le palle anche di tutto questo...voglio abbattere questi muri di bigottismo.
voglio prendere gli automobilisti che non mi fanno passare sulle strisce e spaccarli la faccia; perché? perché ne ho voglia.
Voglio prendere quelli che buttano il loro sudicio dall'auto e farglielo ingoiare. Ma sei matto? dovresti farglielo capire con le buone. No con le buone non si ottiene niente.
Voglio fare tutto ciò che mi viene in mente di fare senza che la mia coscienza me lo impedisca. Perché mi sono rotto le palle di essere il coscienzioso di turno.
Voglio trovare il mio reale me stesso, due sole parole pronunciate da quelle labbra verdi, acide, ma allo stesso tempo sensuali, invitanti...non riesco a vederla negli occhi, i suoi capelli stopposi li oscurano completamente ma sembra mi stiano valutando, giudicando...e non mi resta che riprendere il mio viaggio infinito. sembra avanti, sempre più vicino all'inferno...sempre più vicino al mio inizio.
Al mio nuovo inizio.
Nicolas

mercoledì 7 ottobre 2009

Il destino è una strada su cui siamo stati gettati.

a noi non resta che percorrerla.
Ho rivissuto la mia morte.
Una pugnalata alla schiena.
Due pugnalate alla schiena.
Dieci, cento, mille pugnalate alla schiena, colpi che bucano i polmoni, tolgono il respiro, straziano la tua anima, minano la tua fiducia nel mondo.
-si chiede perché quella sera abbia trovato il coraggio di chiederle di passare del tempo insieme.
Dopotutto alla fin fine non sembra essere servito a niente. Eppure quella tessera di domino che ha dato origine alla sua vita da qualche parte deve portare...chissà quali forze divine hanno permesso a quella insignificante tessera di iniziare il suo percorso, di scegliere ad un bivio una via rispetto ad un'altra e chissà perché in qualsiasi momento la tessera successiva, forse perché dotata di una base abnormemente troppo grande, non decida di rimanere ferma. Game Over. Avanti il prossimo-
Mi trovo a vivere su una terra sconosciuta, su una strada che sto percorrendo per chissà quale motivo, mosso da una nuova vita interiore che però non mi appartiene, rinato da una fossa forse un pò troppo poco profonda, talmente vicina alla superficie da indurre la tentazione di rivivere nuovamente quella vita che un tempo infinitamente lontano mi aveva ucciso a poco a poco...
Percorro questa strada, 3, 33, 333 passi verso la mia incomprensibile meta.
All'orizzonte sull'unica collina in questa immensa pianura scorgo una figura appoggiata ad un albero completamente spoglio...uno scheletro che si staglia contro questo cielo fradicio di sangue, acre nel suo sapore metallico, doloroso nelle sferzanti scosse elettriche che casualmente lo attraversano da un punto ad un altro, lo accoltellano, lo sconvolgono.
Sembrano chiodi che perforano la sua carne, la riducono in brandelli neri da cui fuoriesce questa nebbia rossa che sembra far sopravvivere-agonizzare tutto quello che mi sta attorno, me compreso.
Io sto cercando lei
-Lei è fuggita-
Io sto soffrendo per lei
-Lei ti ha detto addio-
Sono stanco, la collina può aspettare.
Ho un'intero inferno davanti.
-Eppure sono trepidante di volerlo percorrere-

Nicolas

domenica 4 ottobre 2009

Volere

Mi rialzo da quello specchio d'acqua che ha mostrato a me stesso un uomo stanco, alieno da se stesso e dal mondo che lo circonda...con le guance ricoperte da una folta peluria grigiastra, il cranio completamente calvo, gli occhi ridotti a due monete ferree racchiuse in due borse corvine...questo non sono io quando sono morto...o almeno è questo quello che la mia mente sfinita mi urla contro...è tutto così confuso...il cielo è completamente oscuro...quei puntini di luce che so un tempo lo addobbavano non ci sono più...inghiottiti dal più profondo oblio...unico faro una tetra luce rossa che sembra gocciolare da quel cielo coperto...una luce pesante, appiccicosa, malsana...
Non mi resta che percorrere l'unica strada che mi si presenta davanti...una strada sassosa, inquietante, strisciante verso quel buio che sembra avvolgere qualsiasi oggetto-davanti a me lo schermo illuminato di un computer ed un elenco di nomi...ma è uno che attira la sua attenzione...un nome così semplice ma capace di risvegliare i carnefici assopiti dentro di lui...quello che vorresti fare è leggere dentro di lei...sfogliare quelle pagine stropicciate che sono rinchiuse nel suo petto e nel suo cranio...svelarle, decifrarle, illuminarle...urlarle a te stesso fino a renderti sordo...più di quanto tu non lo sia già ora...vorresti tornare indietro nel tempo e vederla crescere...te una presenza inconsistente nella sua realtà, un fantasma al suo fianco, un documentarista di fronte ad una nuova specie...a dei riti ed a delle azioni incomprensibili, ma che seguono una logica che lui vuole scoprire ad ogni costo...vedo le sue foto e vedo i suoi occhi, quegli stessi occhi che ti hanno fatto cadere in una ennesima trappola mortale...caduto nella stessa trappola che te avevi messo per catturarla...ingannato da te stesso, beffato da lei, umiliato da un mondo che non lascia spazio ai fallimenti, mondo che anche senza desiderarlo ti rompe i ginocchi, ti colpisce con una mazza sulla schiena facendoti stramazzare al suolo, in quello stesso fango dal quale cerchi ogni volta di rialzarti...lei l'unica mano che possa salvarti...o forse un' ennesima lacrima di salice che i tuoi occhi scambiano per un arto teso verso di te-e quel rosso che ti ricorda i suoi capelli, ti ricorda le sue labbra.

Nicolas

giovedì 1 ottobre 2009

guardati allo specchio e dimmi chi sei

ho trovato finalmente un corso d'acqua che non sia quel fatale mare salato che mi ha sospinto fin qua...
è un ruscello...
mi ci sono specchiato...
ma non mi ci sono riconosciuto...

Nicolas

sabato 26 settembre 2009

sono soltanto un passeggero

-E accanto c'è una persona che non riesci a capire...e che conosci non più di quanto tu possa conoscere un qualsiasi altro sconosciuto incontrato per strada...eppure, accidenti, ti attira come fosse una calamita...
c'è qualcosa in lei che ti rende quasi pazzo...i suoi occhi, i suoi capelli, la sua bocca sono loro le tue chimere, le tue mete irraggiungibili...-


Finalmente ho trovato il coraggio di emergere da questo oceano...ho afferrato quella sabbia sulla quale le onde continuamente mi facevano sbattere e mi sono alzato nudo contro quelle tenebre eterne che avvolgono questa realtà.
Sono caduto sulle ginocchia...le mie gambe come due protesi rigettate, aliene della mia carne.
E subito il mio etere ha iniziato a correre, ha vissuto nuovamente l'oblio che per tanto-poco tempo ha vissuto durante la mia lenta deriva...ed ha raggiunto il suo corpo, l'ha invaso, ne è diventato ospite...ed ha visto lei attraverso i suoi occhi...quegli esplosivi capelli rame, quelle labbra mature e quegli occhi ruggine...il suo trucco...i suoi lineamenti...è bellissima... e per pochi minuti un tempo che sembra ormai lontano galassie, ha potuto attingere a questo banchetto: ha potuto plasmare quel rame, assaggiare quei frutti maturi, riverniciare quella ruggine...
Cosa cerchi veramente?
Un momento di stallo.
Uno sguardo.
E sono di nuovo su questa spiaggia.
Addormentato dentro me stesso.
Nicolas

sabato 12 settembre 2009

una strada lunga e ventosa

Si torna ma in fondo è come se non si fosse mai partiti.
Di nuovo alla deriva lungo questa costa nebbiosa, potrei raggiungerla in qualsiasi momento, ma preferisco restare così disteso sopra questo oceano infinito, vittima delle correnti che ne costituiscono il sangue...
Mi sono lasciato trasportare da quella potenza, ho vissuto quella potenza, ho amato quella potenza ma nel momento in cui essa ti abbandona ti accorgi che tutto ciò, forse, non è stato poi così incredibile come vorresti far credere a chi ti sta attorno...probabilmente il tasso d'incredibilità di un'esperienza è vittima della statistica come qualsiasi altro tipo di "bene di consumo" presente sulla superficie di questo mondo: fa audience? mi dispiace no. Però se vuoi possiamo metterlo in seconda serata.
No grazie.
La vostra audience potete ficcarvela in culo.
Nicolas

venerdì 7 agosto 2009

Cuore di tenebra

Dietro di me un passato di cui sono anche troppo consapevole.
Davanti a me un futuro oscuro, illogico, apparentemente inesistente.
Mi trovo in un tunnel.
Accanto alla mia mente sfrecciano potenze indescrivibili, inesprimibili attraverso il linguaggio umano.
Improvvisamente arriva lui/lei.
Un uragano nel pieno della sua potenza, un vulcano in eruzione, un fiore che sboccia, una goccia d'acqua in una grotta di stalattiti e stalagmiti, una pietra che infrange la superficie di un lago.
Io mi ci getto come ci si getta in un'acqua troppo fredda.
All'improvviso. Senza pensare.

Inizia il viaggio.
Termina il mio passato.
Nicolas